(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)
Aggiornato al 30/04/2010
Sia il ginseng di provenienza asiatica (Panax ginseng) che quello di provenienza americana (Panax quinquefolius) vengono utilizzati per svariate patologie, in particolare per mantenere la stato di salute, per stimolare il sistema immunitario e come integratori energetici (1).
È stato osservato che, nelle persone affette da diabete di tipo 2, entrambi i tipi di ginseng causano una riduzione della glicemia e dei livelli plasmatici di emoglobina A1c (2-4).
L’assunzione contemporanea di insulina o ipoglicemizzanti orali e ginseng, senza un monitoraggio dei livelli ematici di glucosio, può portare all’insorgenza di ipoglicemia. Svariati studi clinici hanno evidenziato l’assenza di attività da parte del ginseng nei confronti dei principali isoenzimi del citocromo P450 (5,6).
Tuttavia, in un recente caso clinico è stata riportata una probabile interazione farmacocinetica a livello del CYP3A4 tra imatinib e ginseng. Nello specifico, la reazione si è verificata in un paziente in terapia da 7 anni con imatinib, che ha manifestato un’epatite lobulare acuta, dopo tre mesi dall’inizio di un trattamento con ginseng (7).
Di recente è stato osservato anche che, nei pazienti anziani, gli estratti della pianta sono in grado di determinare una lieve inibizione del CYP2D6 (8). In un altro caso clinico, l’assunzione di ginseng, in un soggetto con protesi valvolare cardiaca, ha comportato una riduzione dell'effetto terapeutico del warfarin (9). Tuttavia, poiché il paziente in questione era in terapia con diversi altri farmaci, la relazione di causalità è rimasta piuttosto dubbia. In letteratura viene infine riportato un caso clinico riferito ad un paziente che ha manifestato insonnia, cefalea, tremori e mania in seguito alla somministrazione concomitante di ginseng e fenelzina (10). In questo caso, la relazione di causalità è stata confermata dalla ricomparsa dei sintomi in seguito alla risomministrazione del rimedio erboristico (11).
Bibliografia