(a cura di Alessandro Oteri, Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina)
La passiflora (Passiflora incarnata) è un’erba nota per le sue proprietà calmanti, tradizionalmente utilizzata per il trattamento dell’ansia o del nervosismo (1). Altri impieghi riguardano il trattamento di nevralgia, convulsioni generalizzate, isteria, asma spasmodico, ADHD, palpitazioni, ipertensione, emorroidi e menopausa (2).
La passiflora contiene derivati cumarinici e, a dosi elevate, può incrementare il rischio emorragico in pazienti trattati col warfarin (3-5).
Per le sue proprietà sedative, la passiflora può potenziare l’effetto farmacologico degli ansiolitici.
In letteratura viene riportato un caso clinico riferito ad un paziente già in trattamento con lorazepam che ha manifestato vertigini, palpitazioni ed un’intensa sonnolenza in seguito all’assunzione concomitante di un rimedio erboristico contenente valeriana e passiflora (6).
Bibliografia